L'artista Salvo Naccari dà vita a un sofisticato gioco di ironia irriverente attraverso opere dalla perizia straordinaria, la cui accuratezza tecnica richiama la finezza delle ceramiche di Capodimonte o del Biscuit settecentesco. In questi "teatrini contemporanei", le scene di vita borghese entrano in rotta di collisione con le icone ludiche della cultura pop, innescando una critica fantasiosa e pungente sul superamento dei canoni tradizionali di fronte alle nuove abitudini della modernità.
Eppure, in questo scontro, l’Arte riafferma la propria sovranità: la sua costante presenza scenica ribadisce che persino i soggetti più dissacranti della cultura di massa sono, in ultima analisi, il frutto di un continuo rimodellamento dei classici.
Questi teatrini sono "piccoli gioielli" che trascendono l'estetica per farsi veicolo di riflessione: siamo di fronte a una minaccia del nostro tempo, tesa a livellare ogni realtà e a generare un disorientamento gerarchico?
Le azioni trasgressive che si compiono ai danni dei grandi capolavori suscitano un sussulto, un’indignazione necessaria che ci spinge all’interrogativo finale suggerito dal Maestro Enzo Venezia: "Dobbiamo guardare le situazioni rappresentate con curioso divertimento? O come minaccioso avvertimento?"